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Contratto di lavoro domestico: da determinato a indeterminato



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Net Colf
14 Aprile 20
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netcolf- contratto di lavoro

Il datore di lavoro, per trasformare il contratto di lavoro da determinato a indeterminato di un lavoratore domestico, colf o badante, deve comunicare all’INPS entro 5 giorni successivi al termine del contratto a tempo determinato la trasformazione entrando direttamente nel portale, menù assunzione/comunicazione INPS oppure il datore di lavoro può sgravarsi da qualsiasi adempimento affidandosi alla nostra piattaforma NETCOLF dove, un team di professionisti gestirà la vostra pratica. Inoltre è opportuno che venga messo per iscritto, attraverso una lettera specifica, la trasformazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato. La lettera deve essere firmata da entrambe le parti.

Inoltre devono  essere comunicate variazioni di elementi del rapporto di lavoro – come retribuzione, orario, settimane lavorate, ecc..- utilizzati per il calcolo dei contributi. Le variazioni riguardanti orario e retribuzione sono soggette ad un limite massimo complessivo di due comunicazioni al trimestre, mentre non vi sono limiti per tutte le altre comunicazioni che non hanno effetto sul calcolo dei contributi da versare.

Consigliamo, qualora si volesse continuare il rapporto di lavoro con colf e badante allo scadere del contratto a tempo determinato, di trasformarlo e non prorogarlo poiché in caso di proroga sono previste delle limitazioni, ossia: 

l’aliquota contributiva a carico del datore è molto più bassa per i contratti a tempo indeterminato rispetto a quella applicata per i contratti a tempo determinato. Nei contratti a tempo determinato, infatti, si paga circa il 7% di contributi in più a copertura della NASpI;

la colf o la badante a tempo indeterminato può essere licenziata senza indicare alcuna motivazione (dando regolare preavviso) al contrario del collaboratore a tempo determinato il quale può essere licenziato, prima della scadenza prefissata, solo in determinati casi. Nel caso di licenziamento illegittimo il datore è tenuto a pagare tutte le mensilità fino alla scadenza prefissata.