Assunzione lavoratori domestici extracomunitari



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13 Marzo 19
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giovani extracomunitari

Assunzione lavoratori domestici extracomunitari

L’assunzione dei lavoratori domestici stranieri segue regole diverse a seconda che si tratti di cittadini dell’Unione Europea (Ue) oppure di Paesi extracomunitari.

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Cittadini appartenenti all’Unione Europea

I cittadini appartenenti all’Unione Europea possono entrare nel nostro Paese, soggiornarvi e lavorare secondo le disposizioni di legge nazionali al pari di qualsiasi altro lavoratore italiano, con l’unica particolarità che qualora il soggiorno sia superiore a 3 mesi, è necessario che si proceda con l’iscrizione all’anagrafe della popolazione residente del Comune in cui dimora.

 

Nessuna procedura particolare è prevista per i lavoratori extracomunitari muniti di regolare permesso di soggiorno: al momento dell’assunzione il datore dovrà semplicemente verificare che il lavoratore sia munito di un permesso di soggiorno in corso di validità.

 

Cittadino extracomunitario ancora residente nel suo Paese di origine

Diverso è il discorso  se si intende porre in essere un rapporto lavorativo con  un cittadino extracomunitario ancora residente nel suo Paese di origine: in questo caso “l’assunzione a distanza” diventa strumentale al legittimo ingresso del cittadino stesso  in Italia e all’acquisizione di un regolare permesso di soggiorno.

E’ compito del datore di lavoro, dunque,  registrarsi al sito del Ministero dell’Interno, richiedere il modello della domanda e presentare telematicamente la medesima presso lo Sportello Unico per l’immigrazione. La presentazione della domanda è finalizzata ad ottenere il nulla osta al lavoro, requisito essenziale affinché il lavoratore straniero possa munirsi del visto necessario per  l’ingresso in Italia.

La domanda è accolta  in presenza di determinati presupposti e considerando il limite delle quote di ingresso programmate annualmente dal Governo con il  cd. “Decreto Flussi”.

Arrivato nel nostro Paese, ed entro 8 giorni, il lavoratore deve recarsi presso lo Sportello Unico per l’immigrazione per sottoscrivere il contratto di soggiorno e contestualmente firmare il modulo di richiesta del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Una volta che è stato sottoscritto il contratto di lavoro ed il lavoratore ha ottenuto il permesso di soggiorno il datore di lavoro  può procedere con l’assunzione e con la relativa comunicazione all’INPS.

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro

Il permesso di soggiorno per motivi di lavoro è condizionato alla permanenza di una occupazione ed è quindi sempre rinnovabile se alla scadenza lo straniero dimostra di essere occupato.

La durata del permesso  prevista dal contratto di soggiorno non può comunque superare:

– un anno, in caso di contratto di lavoro subordinato a tempo determinato;

– due anni, in caso di contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Scaduto il termine, il lavoratore deve provvedere a fare domanda di rinnovo.

Tra la richiesta e l’effettivo rinnovo può trascorrere un lasso di tempo di “attesa” che però non pone pregiudizi  alla permanenza al lavoro dell’ extracomunitario.

Laddove la richiesta risulti regolare e posta in essere rispettando i limiti temporali stabiliti dal legislatore, il lavoratore  può  continuare a svolgere l’attività lavorativa e/o essere oggetto di una nuova assunzione: in quest’ultimo caso è obbligo del datore di lavoro accertarsi della sussistenza dell’effettiva richiesta di rinnovo.

 

Infine si precisa che l’assunzione di un lavoratore clandestino o con permesso di soggiorno non idoneo per il lavoro oppure scaduto e non rinnovato è punita con  sanzioni di natura pecuniaria e penale.

E’ consigliabile, dunque, che in caso di cittadini extracomunitari, il datore richieda sempre la sussistenza del permesso di soggiorno o la ricevuta di rinnovo.

Per ulteriori informazioni contattare info@netcolf.it