Cassacolf: contributi aggiuntivi lavoratori domestici



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Net Colf
14 Gennaio 19
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Contributi assistenziali ed assicurativi integrativi o aggiuntivi lavoratori domestici

 

ART. 49 CCNL DOMESTICI: E’ OBBLIGATORIA L’ISCRIZIONE ALLA CASSA COLF?

L’art. 49 del Ccnl Domestici prevede l’obbligatorietà per i datori di lavoro domestici di pagare, in concomitanza e secondo le medesime modalità e tempistiche di versamento dei contributi previdenziali ed assicurativi “generali” (INPS ed INAIL), anche i contributi assistenziali ed assicurativi integrativi o aggiuntivi alla Cas.sa.Colf (o più semplicemente Cassacolf) – ossia all’ente bilaterale del comparto domestico – per un importo che non può essere inferiore ad euro 0,03 (due centesimi a carico del datore ed uno a carico del lavoratore) per ogni ora di lavoro retribuita.

L’iscrizione alla Cassa, e il conseguente versamento (sempre all’INPS) dei contributi assistenziali ed assicurativi integrativi o aggiuntivi, non è prevista da disposizioni di legge, bensì dal Contratto Collettivo che disciplina il rapporto di lavoro domestico.

Ciò implica che il suddetto obbligo vige solo nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori  appartenenti rispettivamente alle associazioni dei datori e dei sindacati dei lavoratori firmatari del Contratto Collettivo o, più in generale ed in mancanza di un’espressa adesione alle associazioni appena menzionate, qualora il contratto individuale stipulato con la singola colf, badante o baby sitter richiami il Ccnl dei domestici per la gestione degli istituti normativi (orario, qualifiche, mansioni, livelli di inquadramento, ecc) ed economici (minimi retributivi) relativi allo specifico rapporto istaurato.

 

CONVIENE ISCRIVERSI ALLA CASSACOLF?

La finalità della Cassacolf è quella di offrire un supporto ai lavoratori domestici soprattutto nei casi in cui intervengono eventi come la malattia, il parto e il ricovero ospedaliero.

L’art. 7 del regolamento della Cassacolf elenca in modo dettagliato le prestazioni erogate a favore dei lavoratori iscritti, il valore economico delle stesse e la relativa durata.

In sintesi, è prevista:

  • Un’indennità giornaliera in caso di ricovero ospedaliero con e senza intervento chirurgico
  • Un’indennità giornaliera in caso di ricovero per parto
  • Un’indennità giornaliera in caso di convalescenza, certificata dal medico, successiva al ricovero dovuto a malattia, infortunio o parto
  • Il rimborso dei ticket o altre spese sanitarie entro un dato limite massimo (300,00 euro per i ticket, 1000,00 per le spese intervenute durante il periodo di gravidanza, ecc)

Inoltre, importante è sottolineare che i destinatari dei benefici derivanti dall’iscrizione alla Cassa non sono solo i lavoratori, ma anche i datori di lavoro domestici ai quali è riconosciuta una copertura assicurativa in caso di infortunio del dipendente dal quale derivi un’inabilità permanente al lavoro o la morte; L’assicurazione copre, inoltre, anche eventuali danni involontariamente arrecati a terzi durante il normale svolgimento della prestazione lavorativa.

 

QUANDO SI HA DIRITTO ALLE PRESTAZIONI ASSISTENZIALI INTEGRATIVE?

Sia il dipendente che il datore di lavoro hanno diritto alle prestazioni erogate dalla Cassa solo in presenza di determinati requisiti:

  • I versamenti devono risultare regolari e continuativi nei 4 trimestri precedenti o comprensivi del trimestre durante il quale è accorso l’evento.

Ciò implica che sia il dipendente che il datore non maturano alcun diritto in relazione ad eventi avvenuti nel 1° trimestre di iscrizione alla casa, mentre per quelli verificatosi  durante il 2°, il 3° o 4° trimestre dall’inizio dell’’iscrizione, la prestazione è erogata solo dopo il regolare versamento dei contributi per 4 trimestri dall’iscrizione;

  • Il requisito della continuità non viene meno se il mancato versamento relativo ad uno o più trimestri è dovuto ad una delle causa (congedo di maternità, malattia ed infortunio di durata superiore  a quella riconosciuta come retribuita, aspettativa per motivi personali) per le quali è prevista la sospensione momentanea dell’obbligo contributivo
  • I versamenti dei 4 trimestri precedenti devono raggiungere un importo almeno pari a 25 euro.

Per facilitare il raggiungimento della suddetta soglia minima, senza la quale non è possibile ricevere alcuna prestazione,  e soprattutto in presenza di rapporti di lavoro con poche ore settimanali, gli interessati possono aumentare il valore dell’importo minimo (che, ricordiamo, è pari 3 centesimi per ogni ora di lavoro).

La soglia minima  di contribuzione può essere raggiunta anche sommando i versamenti alla Cassa provenienti da diversi datori di lavoro (in presenza ovviamente di rapporti molteplici) per lo stesso lavoratore.

 

AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL DATORE DI LAVORO ISCRITTO ALLA CASSACOLF?

Il datore di lavoro può dedurre dal proprio reddito complessivo i contributi previdenziali ed assicurativi, a suo carico, versati all’INPS  a favore dei lavoratori addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare fino ad un importo  massimo annuo di euro 1549,37.

Tale agevolazione fiscale non può, però, essere estesa ai contributi versati (sempre relativamente alla quota minima a carico del datore) alla Cassacolf, non essendo questi ultimi deducibili.

Medesimo ragionamento per il lavoratore, il cui imponibile fiscale annuo (dichiarato in sede di dichiarazione dei redditi) non diminuisce in presenza dei contributi assistenziali aggiuntivi o integrativi trattenuti e versati, a suo nome ed ogni tre mesi, dal datore di lavoro alla Cassa.