Cessazione del rapporto di lavoro domestico



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Net Colf
18 Marzo 19
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Cessazione del rapporto di lavoro domestico: qual è la forma da adottare? Quali sono gli adempimenti a carico del datore di lavoro?

 

Può capitare che in presenza di un rapporto di lavoro con una badante o una colf si verifichino situazioni tali da indurre il datore di lavoro a risolvere il vincolo contrattuale prima della scadenza del termine originariamente fissato, per cui ci si chiede quali siano le modalità giuste e quali gli adempimenti obbligatori da dover porre in essere nel caso in cui si proceda con il licenziamento della propria collaboratrice domestica.

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A prescindere dalle motivazione che inducono a porre termine al rapporto lavorativo, al momento della cessazione il datore è tenuto a:

  1. entro i successivi 5 giorni deve comunicare telematicamente l’avvenuta cessazione del rapporto lavorativo all’INPS entro i 5 giorni successivi; tale comunicazione permette di rendere nota la conclusione del rapporto anche all’INAIL, al Ministero del Lavoro e alla Prefettura – Ufficio territoriale del Governo (per i lavoratori extracomunitari);
  2. entro i 10 giorni successivi bisogna effettuare il versamento dei contributi relativi all’ultimo periodo di lavoro;
  3. corrispondere con l’ultima busta paga il TFR, i ratei di 13° maturati e la liquidazione delle ferie non godute.

Per quanto concerne la forma da adottare in caso di licenziamento della colf o della badante, differentemente da quanto accade per la generalità dei lavoratori subordinati, non risulta essere obbligatoria la forma scritta in quanto non si applica al lavoro domestico la regola secondo cui “il licenziamento deve essere intimato per iscritto”, a meno che non sia la collaboratrice domestica a richiederlo, ex art. 39 Ccnl Lavoratori Domestici.

Si ricorda, però, che nonostante sia data la  possibilità al datore di recedere senza alcun obbligo di motivazione, quest’ultimo è tenuto comunque a rispettare un periodo di preavviso (ad esclusione del caso in cui sussista una giusta causa) e la presenza di una lettera di licenziamento tutela il medesimo da eventuali contestazioni del lavoratore licenziato finalizzate a ricevere l’indennità di mancato preavviso.

 

Per approfondimenti consultare anche l’articolo RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DOMESTICO: LICENZIAMENTO, DIMISSIONI E RISOLUZIONE CONSENSUALE TRA LE PARTI”.