Denuncia di infortunio della colf e del lavoratore domestico



By
Net Colf
25 Novembre 18
0
comment
Infortunio domestico

Quali obblighi per il datore di lavoro e quali per il lavoratore?

Può capitare che la badante, la colf, la baby sitter, il giardiniere, ecc. possono essere vittime di un infortunio determinato da cause esterne, imprevedibili, straordinarie o accidentali, oppure semplicemente da un eccessivo sforzo del lavoratore compiuto in condizioni di normale svolgimento dell’attività lavorativa.

Così come può capitare che l’infortunio si realizzi durante il tragitto che il lavoratore abitualmente compie da e verso il luogo di lavoro (c.d. infortunio in itinere).

 

Indennizzo dell’infortunio da parte dell’INAIL

Contro tali eventi infausti, da cui può derivarne un’inabilità permanente (assoluta o parziale), la morte oppure un’inabilità temporanea che comporti l’astensione dal lavoro per diversi giorni, il lavoratore è assicurato. Quindi, contrariamente a quanto accade per la malattia che è interamente a carico del datore di lavoro domestico, l’infortunio è indennizzato dall’INAIL a seconda dell’inabilità riportata;

Se, ad esempio, dal certificato medico emerge una prognosi di inabilità temporanea al lavoro, il dipendente avrà il diritto a ricevere:

  • Per i primi 3 giorni (successivi a quello in cui si è verificato l’evento) il 100% della retribuzione globale di fatto, interamente a carico del datore, e l’eventuale indennità sostitutiva di vitto e alloggio, ove contrattualmente prevista e solo nel caso in cui la degenza non si svolga presso una struttura ospedaliera o presso il domicilio del medesimo datore di lavoro
  • Dal 4° giorno (sempre successivo a quello dell’infortunio) al 90° giorno, un’indennità pari al 60% della retribuzione globale di fatto, a carico dell’INAIL
  • Dal 91° un’indennità pari al 75%, sempre a carico dell’Ente assicurativo

 

Conservazione del posto di lavoro

Ulteriore tutela è data, poi, dalla previsione del periodo di comporto, ossia di quel periodo durante il quale, pur non potendo il dipendente effettivamente compiere le sue prestazioni lavorative, non può essere oggetto di licenziamento.

L’ammontare dei giorni in cui vige, dunque, il diritto alla conservazione del posto di lavoro è proporzionale all’anzianità di servizio,  infatti:

  • fino a sei mesi di anzianità, il periodo di comporto è pari a 10 giorni decorrenti dal momento in cui ha avuto luogo l’incidente;
  • da sei mesi e fino a 2 anni di servizio, il periodo di comporto è pari a 45 giorni;
  • più di due anni di anzianità di servizio, il periodo di comporto è pari a 180 giorni.

 

Il diritto del lavoratore a ricevere l’indennità è strettamente legato al rispetto dell’obbligo di tempestiva comunicazione dell’avvenuto infortunio al datore di lavoro, con annessa trasmissione del certificato medico.

 

Obblighi del datore di lavoro

Sarà, poi, compito del datore procedere, nel caso in cui la prognosi sia superiore a tre giorni, alla denuncia dell’infortunio, mediante la compilazione di un apposito modello da inviare, tramite posta elettronica certificata o raccomandata A/R, all’Istituto Nazionale contro gli infortuni sul lavoro, entro i seguenti termini:

  • 24 ore se l’infortunio ha provocato o può provocare la morte del lavoratore;
  • 48 ore (dalla presa visione del certificato medico) se la prognosi è superiore a 3 giorni (ricordando che questi non comprendono il giorno in cui si è verificato l’evento).

Il rispetto dei termini sopra indicati è fondamentale non solo per garantire al dipendente il suo diritto a ricevere l’indennità, ma anche per evitare che il datore di lavoro incorra in sanzioni amministrative.

Infatti, in caso di denuncia mancata, incompleta, inesatta o non rispettosa dei termini, è prevista l’applicazione di una sanzione corrispondente ad un importo variabile da un minimo di € 1.096,00  ad un massimo di € 4.932,00.

 

In conclusione, quindi, se a differenza di quanto accade per la generalità dei datori di lavoro, non è previsto l’obbligo per il datore di lavoro domestico di comunicare gli infortuni che abbiano una prognosi inferiore o uguale a 3 giorni, per quelli con prognosi superiore al predetto periodo non vige alcuna differenza, sia per quanto concerne la tempistica da rispettare, sia per quanto concerne l’eventuale applicazioni di sanzioni amministrative in caso di omessa o non corretta denuncia.

Puoi approfondire sul sito dell’INPS questo tema. Netcolf ti aiuta anche su queste tematiche. Abbonati.