Dichiarazione dei redditi dei domestici e modello CU



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19 Gennaio 19
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dichiarazione dei redditi

DOMESTICI: CERTIFICAZIONE SOSTITUTIVA DEL MODELLO CU E DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Con riferimento al rapporto di lavoro domestico sussistono una serie di adempimenti fiscali legati alla dichiarazione dei redditi, tanto in capo al datore di lavoro privato quanto in capo al lavoratore.

Non essendo il datore di lavoro un sostituto di imposta, qualsiasi collaboratore domestico ha l’obbligo di dichiarare, mediante il Mod. Unico predisposto dall’Agenzia delle Entrate, quanto percepito in relazione al rapporto di lavoro intercorso nell’anno precedente a quello in cui si effettua la dichiarazione: sull’importo, al netto dei contributi INPS a carico del lavoratore (e trattenuti mensilmente in busta paga dal datore di lavoro),  deve essere calcolata, secondo le normali regole vigenti per tutti i lavoratori subordinati, l’imposta dovuta.

I collaboratori domestici, pertanto, in prossimità della scadenza entro cui presentare la dichiarazione dei redditi, hanno il diritto di richiedere al proprio datore di lavoro una certificazione (sostitutiva della CU) relativa a quanto percepito nell’anno precedente e il datore, ai sensi dell’art. 33, Ccnl domestici, “è tenuto a rilasciare un’attestazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo delle somme erogate nell’anno; l’attestazione deve essere rilasciata almeno 30 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione della dichiarazione dei redditi, ovvero in occasione della cessazione del rapporto di lavoro”.

Si parla in questo caso di certificazione riepilogativa e sostitutiva della CU perché, come sopra evidenziato, il datore di lavoro, non essendo un sostituto di imposta, non è tenuto a rilasciare la Certificazione Unica.

Tale dichiarazione deve contenere:

  • I dati anagrafici del datore e del lavoratore;
  • Il luogo in cui si svolge la prestazione
  • La data di assunzione
  • La retribuzione lorda corrisposta nell’anno di riferimento;
  • Le somme corrisposte a titolo di 13°;
  • I contributi INPS e quelli destinati alla Cassacolf a carico del lavoratore e trattenuti dal datore;
  • Il valore convenzionale di vitto e alloggio in presenza di convivenza;
  • La retribuzione netta corrisposta (paga lorda annuale – contributi INPS a carico del lavoratore);
  • TFR corrisposto o anticipato.

Ottenuta la certificazione sostitutiva della CU, il dipendente, sulla base dell’imponibile fiscale annuo in essa riportato, potrà procedere con la dichiarazione dei redditi, considerando che tale obbligo scatta solo:

  • Se il reddito supera un dato importo (che per il 2019 continua ad essere pari ad euro 8.000), ossia solo se il lavoratore ha percepito nell’anno di riferimento redditi che determinano un’imposta a debito, una volta applicate le detrazioni (e ciò si verifica quando l’imposta lorda è superiore alle detrazioni).

                                                                                                                             

 

Pertanto, al fine di un corretto calcolo, bisognerà:

  • Applicare all’imponibile fiscale (paga lorda annuale – contributi INPS a carico del lavoratore) la relativa aliquota IRPEF (che varia a seconda degli scaglioni di reddito) per ottenere l’imposta lorda;
  • Sottrarre dall’imposta così calcolata le detrazioni per lavoro dipendente (rapportate al periodo di effettivo lavoro svolto) e per eventuali familiari a carico.

In conclusione, dunque, ciò che in generale il datore trattiene mensilmente in busta paga a titolo di imposta ad un “normale” lavoratore dipendente, deve essere pagato dal collaboratore domestico in un’unica soluzione in sede di dichiarazione dei redditi.

 

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