Il Libretto di Famiglia per prestazioni occasionali



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Net Colf
22 Novembre 18
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Libretto di famiglia

In alcuni casi può sorgere l’esigenza di dover ricorrere all’ausilio di un collaboratore domestico, di un assistente familiare o di una baby sitter solo per prestazioni saltuarie e di ridotta entità motivo per il quale, invece di instaurare un normale rapporto subordinato, è possibile ricorrere ad una forma contrattuale creata ad hoc per fronteggiare tali necessità: il contratto di lavoro occasionale.

Il Libretto di Famiglia per prestazioni occasionali di colf, badanti, baby sitter e altri collaboratori domestici

Tale tipo di rapporto lavorativo si basa sulla possibilità del datore di lavoro (utilizzatore/committente) di acquistare prestazioni di lavoro utilizzando titoli di pagamento (voucher) dal valore nominale di 10 euro che compongono il “Libretto di Famiglia”. L’importo appena indicato è fisso, si riferisce al costo di un’ora di lavoro e non può essere modificato. Infatti, nel caso in cui la prestazione dovesse essere  inferiore ad un’ora, al lavoratore spetterà comunque l’intero valore del bonus così come, nel caso in cui si desideri corrispondere un compenso maggiore per l’ora di lavoro prestata, sarà opportuno, ad esempio, erogare due bonus da 10 euro anziché uno.

Ogni titolo comprende:

  • il compenso che spetta al lavoratore (8 euro)
  • i contributi IVS – Gestione Separata (1.65 euro)
  • il premio assicurativo INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (0.25 euro)
  • la quota destinata al finanziamento degli oneri di gestione. (0.10 euro)

Per quanto possa sembrare allettante e di immediata fruizione gestire un rapporto di lavoro nelle modalità di cui sopra, è necessario conoscere quanto il legislatore ha stabilito relativamente all’utilizzo legittimo di tale forma contrattuale.

Tipologie di lavoro occasionale

Innanzitutto, in ambito privato possono costituire oggetto di lavoro occasionale soltanto determinate tipologie di attività, ossia:

  • piccoli lavori domestici, compresi lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione, ove per “piccoli lavori” si intendono quelli il cui svolgimento può per sua natura essere eseguito dalla prestazione individuale del singolo; tale caratteristica viene meno, dunque, laddove si necessiti di una collaborazione coordinata di più lavoratori.
  • assistenza domiciliare ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con disabilità;
  • insegnamento privato supplementare.

Le appena menzionate attività, poi, sono soggette a limiti quantitativi (sia temporali che pecuniari) rilevabili tanto per il datore quanto per il lavoratore e il cui mancato rispetto ha come effetto sanzionatorio la conversione del rapporto occasionale in lavoro a tempo pieno ed indeterminato.

Nello specifico, dunque:

  • al lavoratore non è consentito superare le 280 ore di prestazioni occasionali (calcolate nell’anno civile, ossia nel periodo che va dal 1°gennaio al 31 dicembre);
  • il prestatore di lavoro, inoltre, potrà ricevere dal singolo committente, compensi annuali non superiori ad euro 2.500,00; eventualmente dovesse svolgere prestazioni occasionali per più committenti il numero di ore massimo possibile si eleva a 625 ore ma, comunque, il compenso complessivo annuale non può superare l’importo di euro 5.000 (inteso come somma delle retribuzione derivanti da diversi utilizzatori)
  • il datore di lavoro (o utilizzatore) che intende avvalersi di prestazioni occasionali, non può erogare compensi superiori a 2.500,00 euro annui nei confronti di un unico prestatore; nel caso di più prestatori il totale delle somme pagate non può comunque superare l’importo di euro 5.000.
  • L’utilizzatore che ha in corso (o che abbia avuto nei sei mesi precedenti) un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione non può usufruire del libretto di famiglia con il medesimo lavoratore.

Come si richiede il “Libretto di Famiglia”

Per avvalersi del lavoro accessorio, inoltre, committente e prestatore devono in primo luogo registrarsi sulla piattaforma informatica dell’Inps, cui si accede con un Pin dispositivo dell’Istituto.

La registrazione, che può essere effettuata dal diretto interessato o anche da un intermediario (consulente del lavoro, caf) a ciò delegato, è indispensabile per entrambe le parti:

  • per il committente, affinché possa richiedere il libretto, previa costituzione di un fondo telematico creato tramite la suddetta piattaforma informatica;
  • per il prestatore, affinché possa essere identificato quale destinatario del compenso e dei contributi assicurativi.

Effettuata la registrazione dovranno essere eseguite le operazioni necessarie per la gestione del rapporto e degli adempimenti contributivi.

L’utilizzatore è tenuto a comunicare al termine di una o più  prestazioni, e comunque non oltre il giorno 3 del mese successivo a quello in cui le prestazioni si sono svolte, determinati dati relativi al lavoratore, al compenso pattuito, al luogo e alla durata della prestazione.

Sarà poi compito dell’Inps erogare al collaboratore domestico, all’assistente familiare, alla baby sitter, ecc i relativi compensi, secondo le modalità scelte dai medesimi in fase di registrazione.