Quanto costa esattamente una domestica?



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Net Colf
18 Novembre 18
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Ogni 3 mesi il datore di lavoro versa i contributi INPS il cui importo totale è dato dalla somma  della quota a suo carico e di quella a carico del  lavoratore: bisogna, quindi, scorporare dall’importo totale trimestrale la quota a carico del lavoratore per delineare l’ammontare contributivo a cui il datore deve far fronte.

Tabelle contributive INPS

Al fine, quindi, di individuare le rispettive quote è necessario far riferimento alle tabelle contributive messe a disposizione dall’INPS e finalizzate a delineare il contributo orario effettivo in base a determinati elementi.

Si prenda, ad esempio, la presente tabella relativa ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

 LAVORATORI ITALIANI E STRANIERI 

RETRIBUZIONE ORARIA IMPORTO CONTRIBUTO ORARIO
Effettiva Convenzionale Comprensivo quota CUAF Senza quota CUAF
 

fino a €  7,97

 

oltre   €  7,97

fino a €  9,70

 

oltre  €  9,70

 

€  7,05

 

€  7,97

 

 

€  9,70

 

€  1,41 (0,35)

 

1,59 (0,40)

 

 

€  1,94 (0,49)

 

€  1,42 (0,35)

 

€  1,60 (0,40)

 

 

1,95 (0,49)

Orario di lavoro superiore a 24 ore settimanali €  5,13 €  1,02 (0,26) €  1,03 (0,26)

 

Il primo passaggio utile al calcolo del contributo orario è dato dal valore della retribuzione oraria effettiva che risulta essere determinata dalla somma delle seguenti voci:

  • retribuzione oraria concordata (nel pieno rispetto dei minimi retributivi)
  • calcolo dell’eventuale quota oraria di vitto e alloggio (valore convenzionale x gg lavorativi del mese / ore lavorative del mese)
  • calcolo della quota oraria di 13°

Inoltre bisogna considerare che:

  • Il calcolo dei contributi deve essere commisurato alla retribuzione oraria per cui  se il datore  corrisponde al lavoratore domestico  una paga mensile, questa deve essere necessariamente ricondotta  al valore della paga oraria (che si ottiene dividendo la retribuzione mensile convenuta per il numero  delle ore di lavoro svolte nel mese di competenza).
  • La quota di vitto e alloggio e la quota oraria di 13° sono valutate solo al fine di determinare la retribuzione oraria effettiva su cui calcolare il contributo a carico del datore di lavoro in quanto le suddette voci non vanno ad integrare la retribuzione netta realmente percepita dal lavoratore mensilmente: vitto e alloggio dal dipendente sono infatti fruiti in natura e la 13° è percepita solo in occasione delle festività natalizie.

Alla retribuzione oraria effettiva così calcolata corrisponderà la relativa retribuzione oraria convenzionale distinta in 4 fasce a seconda delle ore di lavoro contrattualmente stabilite.

In particolare, se l’orario di lavoro non supera le 24 ore settimanali, il contributo orario varia a seconda della retribuzione oraria convenzionale; dalle 25 ore in poi le il contributo orario risulta essere fisso.

Completano il calcolo del contributo orario la presenza o non della quota Cuaf relativa agli assegni familiari percepiti dal collaboratore domestico e l’eventuale presenza del contributo integrativo alla Cassa Colf.

Non dimentichiamoci che al termine del rapporto lavorativo, al lavoratore spetta anche il TFR.