Pagare in contanti un collaboratore domestico



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Net Colf
19 Giugno 19
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E’ POSSIBILE CORRISPONDERE AI COLLABORATORI DOMESTICI LO STIPENDIO IN CONTANTI?

E’ ormai noto che dal 1 luglio 2018, in applicazione della Legge di Bilancio 2018 (Legge n.205 del 27 dicembre 2017) vige per i datori di lavoro il divieto di corrispondere ai propri dipendenti  la retribuzione -e/o qualsiasi anticipo della stessa a prescindere dall’entità – in contanti.

In presenza di lavoratori subordinati o parasubordinati, a tempo determinato o indeterminato, part time o full time, il legislatore ha tassativamente previsto l’obbligo per  il datore di eseguire i pagamenti:

  • Tramite bonifico su conto corrente con codice IBAN indicato dal lavoratore;
  • Tramite altri strumenti elettronici di pagamento;
  • Tramite emissione di assegni consegnati direttamente al lavoratore o, in caso di un suo comprovato impedimento, ad un suo delegato.

La ratio che sottende tale disposizione è data dalla necessità di proteggere i lavoratori da eventuali atteggiamenti fraudolenti dei datori di lavoro e di garantire, quindi, mediante la tracciabilità delle retribuzioni, che agli stessi sia corrisposto quanto effettivamente delineato in busta paga.

A tal fine, la violazioni delle modalità di pagamento appena elencate, o l’eventuale sussistenza di comportamenti del datore tesi a raggirare quanto disposto dall’art.1, commi 910 –  913 della legge n. 205/2017 (si pensi al caso, ad esempio, in cui l’assegno emesso venga annullato prima di essere incassato), comporta l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.

Una deroga a tale obbligo di tracciabilità delle somme erogate in conseguenza della prestazione lavorativa ricevuta è data dalla gestione dei compensi dei collaboratori domestici.

In questo caso, infatti, data la particolare natura del datore di lavoro domestico, che non opera in qualità di imprenditore, bensì di semplice privato cittadino, e al fine di agevolare chiunque necessiti di una colf, di una badante o di una baby sitter, è ammessa la possibilità di corrispondere lo stipendio anche mediante l’utilizzo di contanti.

 

E’ bene ricordare, però, che – nonostante non vi sia un obbligo di tracciabilità delle somme corrisposte – è consigliabile che il datore di lavoro domestico proceda al versamento delle retribuzioni secondo le modalità stabilite per la generalità dei datori di lavoro o che  si munisca, in ogni caso, di ricevute relative alle somme erogate, onde evitare che, laddove dovessero sorgere dispute o controversie giudiziali, lo stesso si ritrovi impossibilitato a dimostrare che le eventuali differenze retributive, vantate dal lavoratore domestico, siano state di fatto già erogate durante lo svolgimento o al termine del rapporto di lavoro: Solo garantendo un tracciabilità delle somme spettanti al lavoratore, infatti, il datore potrà tutelarsi da possibili e non infrequenti rivendicazioni, in sede sindacale o dinnanzi al giudice del lavoro, aventi ad oggetto pretese economiche del collaboratore domestico.